Beato Padre Luigi Monti

Luigi Maria Monti nasce a Bovisio Masciago, in Brianza, il 24 luglio 1825, in una famiglia umile e numerosa. Sin da ragazzo si distingue per una grande sensibilità verso chi soffre. Rimasto orfano di padre a soli dodici anni, inizia a lavorare come falegname, ma nel suo cuore c’è un progetto più grande: mettere la sua vita a servizio degli altri.

Ancora giovane fonda la Compagnia dei Frati, un gruppo di amici laici che si dedicano alla cura degli ammalati e all’aiuto ai più poveri. È in quegli anni che comincia a emergere il tratto che lo accompagnerà per sempre: la carità concreta, fatta di gesti silenziosi e umili, mai di apparenza. Per le sue attività di volontariato viene anche ingiustamente arrestato e imprigionato, ma non si lascia abbattere. Anzi, quell’esperienza lo rafforza e lo avvicina ancora di più al sogno di dedicare tutta la sua vita a chi ha bisogno.

Nel 1857 Luigi Monti fonda l’Istituto dei Figli dell’Immacolata Concezione, una congrega religiosa ancora attiva, unita dalla preghiera e dall’assistenza ospedaliera ai malati e nell’educazione degli orfani. Diventa infermiere, si trasferisce a Roma e lavora instancabilmente all’Ospedale Santo Spirito, uno dei più antichi d’Europa. Qui si prende cura dei malati più gravi e degli orfani, anche durante le difficili epidemie di colera.

Un capitolo speciale della sua vita si scrive a Saronno, dove nel 1882 fondò una nuova casa per la comunità dei Figli dell’Immacolata Concezione, scrivendo nel suo diario: “Qui ho posto il cuore!” e offrendo attività caritative come accoglienza a orfani e emarginati oltre a formazione professionale agli stessi e assistenza e cura ai malati. Quel luogo non era solo un rifugio, ma una casa piena di amore, dove i ragazzi abbandonati trovavano una nuova famiglia. Sempre a Saronno, Padre Monti avviò una tipografia dove realizzò e promosse le prime pubblicazioni a stampa, aprì una “casa della salute” che fu promotrice dell’attuale Ospedale di Saronno: i religiosi legati a Padre Monti operarono in quell’ente sino al 1926.

A Saronno trascorre anche gli ultimi anni della sua vita, segnati dalla malattia, sempre vissuti con una fede incrollabile. Muore nel 1900, oggi, la sua tomba è conservata a Saronno presso la Chiesa Santuario a lui dedicata. Nel 2003 viene proclamato Beato da Papa Giovanni Paolo II, che lo ha definito “apostolo della carità silenziosa”. Ed è proprio questo silenzio operoso a raccontarci chi era davvero: un uomo che non cercava applausi, ma che ha saputo cambiare il mondo attorno a sé con piccoli gesti quotidiani.